Gesù, il nostro Eroe e Modello perfetto
Chiesa Cristiana in Italia

Nella società in cui viviamo è molto facile farsi catturare dai modelli proposti dalla televisione o dai media. Se chiedessimo a un bambino o a un ragazzo chi sia il suo eroe, probabilmente ci risponderebbe citando un calciatore, un personaggio dei cartoni animati o, nel migliore dei casi, il proprio papà. Sarebbe quasi impossibile sentirgli dire, al di fuori di un ambiente cristiano: "Il mio eroe è Gesù". Eppure, tempo fa, mi ha colpito l'adesivo sul vetro di un'automobile che recitava proprio così: "Il mio eroe è Gesù". Questa affermazione ci spinge a farci una domanda fondamentale: Gesù è davvero un modello affidabile per noi? Possiamo realmente dire e vivere la frase "Gesù è il mio eroe"? La risposta è un profondo e convinto "Sì". Gesù Cristo è il nostro modello perfetto, e seguendo i suoi passi possiamo imparare a vivere una vita vittoriosa.
La prima grande lezione che impariamo dal nostro modello è l'importanza di iniziare. Il Vangelo di Luca ci dice che Gesù, a circa trent'anni, iniziò il suo ministero. Fino a quel momento era stato un uomo sottomesso alla legge, un perfetto ebreo, un falegname. Ma a trent'anni decide di compiere un passo preciso: inizia a servire Dio pubblicamente. Non fu costretto da nessuno, fu una sua scelta. Andò da Giovanni Battista per farsi battezzare in acqua, non per la remissione dei propri peccati, ma per "adempiere ogni giustizia", sottomettendosi al piano di Dio. Questo ci insegna che, nella nostra vita spirituale, ci deve essere un inizio chiaro. Non possiamo restare fermi; dobbiamo decidere di iniziare il nostro cammino con il Signore. E da dove si inizia? Come disse l'apostolo Pietro il giorno di Pentecoste: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo". Il ravvedimento non è un semplice dispiacere, è un profondo cambiamento di mente, un pentimento che porta all'ubbidienza del battesimo in acqua. Senza questo inizio, non possiamo sperare di ereditare le promesse di Dio.
Il secondo elemento fondamentale nel modello di Cristo è la preghiera. La Scrittura ci rivela un dettaglio prezioso: mentre Gesù veniva battezzato, "mentre pregava", si aprì il cielo. Gesù non stava semplicemente compiendo una formalità religiosa; era in profonda comunione con il Padre. Ed è proprio in risposta a quella preghiera che lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba, segno di purezza e conferma che Egli era l'Agnello di Dio. Questo ci insegna che il cielo si apre e lo Spirito Santo scende quando c'è un cuore che prega. Non possiamo accontentarci di una religione formale; dobbiamo pregare costantemente. Se desideri la presenza di Dio nella tua vita, se vuoi superare le difficoltà, devi essere un uomo o una donna di preghiera. In quel momento di comunione, il Padre parlò dal cielo dicendo: "Tu sei il mio diletto Figlio, in te mi sono compiaciuto". È l'amore del Padre che risponde alla preghiera del Figlio.
Tuttavia, dopo il battesimo e l'unzione, arriva il momento dell'attacco. Gesù, ripieno di Spirito Santo, fu condotto nel deserto dove digiunò per quaranta giorni e quaranta notti. Alla fine di quel periodo, essendo stremato fisicamente e avendo fame, subì l'attacco del diavolo. Il nemico è astuto: non ti attacca quando sei al massimo delle forze, ma colpisce proprio nei momenti di debolezza, di solitudine, di necessità, quando hai "fame" o sei sotto stress. Lo scopo del nemico è uno solo: farti scendere a compromessi per impedirti di arrivare al traguardo. Egli tentò Gesù chiedendogli di trasformare le pietre in pane, ma Gesù non cercò scappatoie umane. Egli usò l'arma più potente, rispondendo: "Sta scritto". Gesù, il nostro eroe, si è difeso con la Parola di Dio, dimostrandoci che non dobbiamo affrontare il nemico con le nostre idee o interpretazioni, ma restando saldi e inamovibili sulla sana dottrina. Se restiamo fermi nella Parola, il diavolo sarà costretto a fuggire da noi.
La vittoria sulle tentazioni apre le porte all'intervento divino. La Bibbia ci dice che, dopo che il diavolo lo ebbe lasciato, degli angeli si avvicinarono a Gesù e lo servivano. Questa è una promessa gloriosa anche per noi! Gli angeli sono spiriti ministratori mandati a servire coloro che devono ereditare la salvezza. Essi non servono chi si arrende al nemico, ma servono i vincitori, coloro che combattono il buon combattimento della fede fino alla fine. Dio provvede per i Suoi figli. Quando resistiamo all'attacco e non scendiamo a compromessi col mondo, il Signore manda il Suo aiuto e ci sostiene con la Sua forza sovrannaturale.
Infine, il traguardo più bello che Gesù ci mostra è l'intimità assoluta con Dio. Nel giardino del Getsemani, prima di affrontare la prova più dura, Gesù pregò dicendo: "Abba, Padre! Ogni cosa ti è possibile". Gesù aveva la certezza incrollabile che Dio fosse il suo Papà. E grazie al sacrificio di Cristo e alla rigenerazione dello Spirito, anche noi oggi possiamo rivolgerci al Creatore dell'universo chiamandolo "Papà mio". Non siamo più schiavi, ma figli, e come figli possiamo contare sull'aiuto di un Padre amorevole per il quale ogni cosa è possibile. Prendiamo dunque Gesù come nostro supremo eroe. Iniziamo con coraggio, preghiamo con fervore, resistiamo alle tentazioni con la Parola, aspettiamo l'aiuto di Dio e viviamo la nostra meravigliosa identità di figli amati dal Padre celestiale.
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Pagina pubblicata il 08/02/2017 15:19:43 - revisione n° 2 del 08/02/2017 15:33:26






