Fiducia Assoluta nell'Autorità di Gesù
Chiesa Cristiana in Italia

I Vangeli ci tramandano storie potenti e fedeli riguardo al Cristo, non solo per istruirci sul passato, ma perché contengono verità eterne, valide e reali ancora oggi. Una di queste è la straordinaria vicenda del centurione di Capernaum, descritta nel Vangelo di Luca al capitolo 7. Quest'uomo, un pagano e un ufficiale romano, dimostra una fede così profonda da suscitare la meraviglia dello stesso Gesù. Soffermiamoci a meditare sulle caratteristiche di questa fede elogiata dal Maestro, perché essa ha molto da insegnare alla nostra vita spirituale.
Il primo aspetto fondamentale della fede del centurione è che essa nasce dall'udire. Egli non conosceva Gesù personalmente; era un romano, lontano dalle promesse fatte ai Giudei, seppur amico del popolo d'Israele. Eppure, avendo udito parlare di Gesù, nutre immediatamente fiducia in Lui e gli manda a chiedere la guarigione del suo servo malato. Questa è una caratteristica essenziale: la sua fede non deriva da visioni mistiche, da esperienze eccezionali o dall'aver assistito a miracoli clamorosi. Il centurione ha semplicemente creduto sulla base di ciò che ha sentito. Questa è la fede che la Scrittura innalza: una fede che si alimenta e si fonda sull'udire la Parola del Signore, come ci ricorda l'Apostolo Pietro quando scrive di Cristo: "Pur non avendolo visto, voi lo amate". Spesso cerchiamo esperienze sensazionali, ma la vera fede fiorisce nel cuore di chi sa ascoltare e credere alla Verità senza pretendere conferme visive.
Il secondo aspetto è che la fede del centurione è una fede "pura", priva del bisogno di segni tangibili. Egli ama il suo servo e desidera ardentemente la sua guarigione, ma non pretende che Gesù venga fisicamente a casa sua. Non impone condizioni, non chiede un rito, un tocco o una dimostrazione. Manda i suoi amici a dire a Gesù: "Non darti questo incomodo... ma di' una parola e il mio servo sarà guarito". Spesso la nostra fede viene annullata proprio perché, dopo aver pregato, ci mettiamo in attesa di "vedere" un segno materiale. Siamo come chi fa un acquisto e sta lì a contare spasmodicamente il resto nelle proprie mani per paura di essere stato ingannato. Ma la fede autentica, dopo aver chiesto, riposa nella certezza: "Non vedo ancora nulla, ma ho chiesto, credo e so che riceverò". È la fede che rinuncia alle prove visibili per aggrapparsi unicamente all'efficacia della promessa.
Il terzo e più profondo aspetto è che la fede del centurione si fonda sulla piena comprensione dell'autorità di Cristo. Il centurione usa un'analogia tratta dal suo mondo militare: "Anch'io sono un uomo sottoposto all'autorità altrui, e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: 'Vai', ed egli va...". Egli comprende perfettamente che Gesù è l'uomo che Dio ha scelto e a cui ha conferito autorità piena e completa. Come il centurione dà ordini in virtù dell'autorità che l'Impero ha delegato a lui, così Gesù opera perché sopra di Lui c'è il Creatore dell'universo che Gli ha dato questo potere. Cristo ha ricevuto autorità su ogni cosa: sulle malattie, sui demoni, sulla tempesta, persino sulla morte e sul perdono dei peccati. Dio ha sottoposto ogni cosa a Cristo, eccetto Sé stesso. La grandezza di questo ufficiale romano sta nell'aver riconosciuto, pur senza conoscere le Scritture ebraiche, la sublime agenzia plenaria del Cristo: riconoscere che dietro la parola di Gesù c'è l'Onnipotenza stessa di Dio all'opera.
Infine, proprio in virtù di questa autorità divina, la Parola di Cristo ha il potere di oltrepassare ogni distanza. Il centurione sapeva bene che esisteva una barriera spaziale, sociale e religiosa incolmabile tra lui, un pagano impuro, e Gesù, un maestro ebreo. Ma sapeva anche che la Parola dell'autorità divina oltrepassa ogni confine. Se Gesù si fosse recato fisicamente in quella casa, secondo la legge ebraica, si sarebbe contaminato. Invece, pronunciando solo una parola a distanza, la barriera viene abbattuta e il miracolo si compie, portando gioia e salvezza senza infrangere la purità del Maestro. Ancora oggi, la Parola di Gesù attraversa le distanze che ci separano da Lui. Non importa la nostra estrazione sociale, il nostro passato o le nostre inadeguatezze: la Sua Parola, rivestita dell'autorità di Dio, scende in ogni contesto, spezza l'oscurità e porta vita.
Cari fratelli e sorelle, la fede del centurione ci sfida a elevare il nostro sguardo. Smettiamo di rendere "piccolo" il nostro Dio legandolo alla nostra necessità di vedere per credere. Smettiamo di limitare Cristo chiedendo segni terreni. Riponiamo la nostra fiducia nella Sua autorità, credendo fermamente che Colui che è stato costituito Signore da Dio Padre ha il potere, con una sola parola, di compiere l'impossibile nelle nostre vite.
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Pagina pubblicata il 08/02/2017 15:19:43 - revisione n° 2 del 08/02/2017 15:33:26






