Emanare il Profumo di Cristo camminando come Figli di Luce

Chiesa Cristiana in Italia



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Cari fratelli, in mezzo agli assalti e alle distrazioni della vita quotidiana, abbiamo un bisogno continuo di ricordare a noi stessi una verità fondamentale: Dio è vivente, Dio è reale. Egli è al di sopra di ogni realtà che i nostri occhi fisici possono scorgere, ben al di sopra di ogni nostra immaginazione. Dio è immenso. E quando affermiamo la grandezza di Dio, non lo facciamo in relazione a beni materiali o alle circostanze terrene; Egli è grande a prescindere, perché è l'Immenso, l'Unico Dio dell'universo, il nostro Padre Celeste, Colui che merita tutta la nostra adorazione.

L'apostolo Paolo, nella sua lettera agli Efesini, ci rivolge un incoraggiamento straordinario e una chiamata altissima: camminare imitando Dio. Essendo noi figli amati dal Padre, abbiamo il diritto e il dovere morale di imitarLo. Ma come può un essere umano imitare l'Iddio immenso? La risposta ci viene data immediatamente: camminando nell'amore, seguendo esattamente l'esempio di Cristo Gesù. Egli ci ha amati e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio come un sacrificio di profumo soave. L'unico modo per imitare Dio è camminare come ha camminato Gesù.

L'offerta di Cristo è stata gradita a Dio, è salita a Lui come un aroma dolce e inebriante. Ebbene, questa stessa chiamata è rivolta oggi a ciascuno di noi: la mia e la tua vita devono essere un continuo sacrificio a Dio, sprigionando un profumo di odore soave. Questi versetti ci parlano di freschezza, di pulizia, di luce e di santità. Ci parlano di tutto ciò che, purtroppo, i finti credenti non sono. Immaginate la differenza tra una stanza chiusa, viziata e maleodorante, e il profumo fresco dei fiori di campo: ecco, Dio ci chiama a essere quel profumo di pulito. Il nostro Padre Celeste non si accontenta di nulla di meno: Egli pretende da noi che camminiamo come Gesù, puri di cuore, di mente e di corpo, affinché ogni istante della nostra giornata sia a Lui gradito.

Per emanare questo profumo, l'apostolo traccia una linea netta di separazione dalle opere del mondo. Ci avverte di non nominare neppure tra noi peccati come la fornicazione, l'impurità, l'avarizia (che è una forma di idolatria), le oscenità o il parlare sciocco e volgare. Chi vive in queste cose non ha eredità nel Regno di Cristo e di Dio. Non lasciamoci ingannare da ragionamenti vani e filosofie mondane che tendono a giustificare o sminuire il peccato: la nostra mente e la nostra condotta non devono sporcarsi. Dio non dimora nel peccato, e Gesù non ha mai camminato in esso. Pertanto, non dobbiamo essere compagni di coloro che vivono nelle tenebre. Evangelizziamoli, amiamoli, ma non partecipiamo alle loro opere.

La Scrittura ci ricorda: "In passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore". Notate bene, non dice che "eravamo nelle tenebre", ma che noi stessi *eravamo* le tenebre. Oggi, per la grazia di Dio, non siamo semplicemente "nella" luce, ma noi stessi *siamo* luce. Questa è un'affermazione di una potenza straordinaria. La luce non è una cosa statica; la luce tocca, illumina e trasforma. Quando la luce denuncia le opere infruttuose delle tenebre, le rende manifeste. Gesù è la luce, e noi siamo chiamati a essere luce in questo mondo.

Riflettiamo per un momento sul mistero meraviglioso della luce, anche dal punto di vista della fisica. La luce è composta da fotoni, particelle potentissime che non appartengono strettamente alle leggi di deperimento del nostro universo materiale. A differenza di tutto ciò che ha massa e peso, il fotone non ha massa. Viaggia alla velocità della luce e, dal suo punto di vista, il tempo non scorre. Il fotone non invecchia. Se potessimo cavalcare un fotone, non invecchieremmo mai. Eppure, pur non avendo massa, la luce interagisce con la materia, trasporta energia, riscalda e trasforma ciò che tocca.

Fratelli, spiritualmente parlando, noi siamo quei fotoni di grazia! Eravamo tenebre, legati al peso del peccato, ma ora, essendo in Cristo, siamo diventati particelle di luce eterna. Non apparteniamo più alle regole di decadimento di questo mondo. Coloro che sono stati trasportati dal regno delle tenebre al Regno di Dio non invecchiano nello spirito e non muoiono, ma possiedono la vita eterna. Come la luce, noi siamo chiamati a non restare immobili, ma a interagire con l'ambiente circostante, portando calore, trasformazione e verità dove c'è tristezza e buio.

Il frutto di questa luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità. I veri credenti non "puzzano" delle opere della carne, non sono morti spirituali, ma vivono una novità di vita sfolgorante. Chi cammina nella bontà, nella giustizia e nella verità non pecca mai, ma produce quel profumo soave che sale al trono di Dio. È tempo di smettere di essere assopiti. Se ancora c'è qualche area della tua vita che giace nell'ombra, ascolta l'invito: "Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce".

Ricordiamoci sempre della proporzione delle cose. Dio non è un uomo, né un figlio d'uomo. Egli è infinitamente più grande di Gesù e di noi, è l'Iddio onnipotente e invisibile. Eppure, nella Sua immensa grandezza, ci ha chiamati "figli amati" e ci ha reso partecipi della Sua natura luminosa. Noi spandiamo il profumo di Cristo ovunque andiamo, emanando quell'aroma speciale che per alcuni è benedizione e vita, ma che è pur sempre il profumo puro della gloria di Dio. Che il Signore ci dia la forza di meditare sulla Sua grandezza e di camminare ogni giorno come veri figli di luce, irradiando l'eternità in questo mondo.

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Pagina pubblicata il 08/02/2017 15:19:43 - revisione n° 2 del 08/02/2017 15:33:26

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