Lo Spirito Santo come medicina per l'amarezza
Chiesa Cristiana in Italia

Il capitolo 8 degli Atti degli Apostoli ci narra una storia meravigliosa e, al contempo, profondamente istruttiva per il nostro cammino di fede. Filippo, un servitore ripieno di Spirito Santo, scende nella città di Samaria per predicare l'Evangelo. Quando la presenza di Dio si manifesta attraverso un ministero potente, accadono cose straordinarie: le folle prestano attenzione, gli spiriti immondi vengono scacciati, i paralitici e gli zoppi riacquistano la salute. Il risultato di questa meravigliosa opera divina fu una grande gioia in tutta la città. Coloro che ascoltarono credettero e furono battezzati in acqua nel nome del Signore Gesù.
Tra queste persone vi era anche un uomo di nome Simone. Fino a quel momento, Simone aveva praticato le arti magiche, ingannando il popolo e facendosi passare per un uomo dotato della "grande potenza di Dio". Eppure, di fronte alla genuina e travolgente potenza dell'Evangelo predicato da Filippo, anche Simone credette e fu battezzato. La Scrittura ci dice che non si staccava più da Filippo, rimanendo letteralmente folgorato e sbalordito dai segni e dai miracoli che vedeva compiersi. Egli aveva riconosciuto senza ombra di dubbio l'opera di Dio e desiderava starle vicino, un'attitudine che, di per sé, rivela un desiderio sincero per le cose celesti.
Tuttavia, quando gli apostoli Pietro e Giovanni scesero da Gerusalemme per pregare affinché i neo-convertiti ricevessero lo Spirito Santo, Simone commise un grave errore. Vedendo che lo Spirito veniva donato attraverso l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro per comprare quell'autorità. È un errore che nasce da un retaggio del passato: Simone proveniva dal mondo, era abituato a ragionare come un "imprenditore" delle cose spirituali. Ma le cose di Dio non si comprano. Il Signore ci offre gratuitamente i Suoi doni, che si tratti della salvezza, della guarigione o dello Spirito Santo. La nostra vita in Cristo si basa sulla grazia e non sul denaro o sui meriti umani.
Pietro interviene con fermezza, ma anche con profonda capacità di analisi spirituale. Non si limita a condannare il gesto, ma va alla radice del problema, dicendo: "Il tuo cuore non è retto davanti a Dio... vedo che tu sei nel fiele di amarezza e nel vincolo dell'iniquità". Pietro vede oltre l'azione sbagliata di Simone; vede un cuore che ospita ancora amarezza. L'amarezza è un veleno, un fiele che ci lega al "vincolo dell'iniquità". Quando coviamo amarezza per i problemi della vita, per i torti subiti, per le ferite passate, non siamo liberi. Quel fiele intorpidisce la nostra mente, ostacola i nostri ragionamenti spirituali, ci manda in ansia e ci soffoca, impedendoci di vivere in armonia con Dio.
Tutti noi, convertendoci, portiamo con noi un bagaglio dal mondo. Portiamo abitudini, mentalità vecchie e, a volte, radici di amarezza non risolte. Anche chi cammina con il Signore da decenni può trovarsi, in un momento di freddezza spirituale, ad agire secondo la carne, proprio come Simone. Per questo l'Evangelo ci esorta a spogliarci continuamente dell'uomo vecchio e a rivestirci dell'uomo nuovo. Dobbiamo fare costantemente pulizia nel nostro cuore, altrimenti quelle influenze passate condizioneranno le nostre reazioni, i nostri pensieri e i nostri giudizi spirituali.
Eppure, c'è un aspetto meraviglioso nel carattere di Simone, che spesso viene trascurato. Di fronte al duro rimprovero di Pietro, egli non reagisce con orgoglio. Non si mette sulla difensiva, non contrattacca sminuendo l'autorità dell'apostolo. Al contrario, dimostra umiltà e riconosce la verità della riprensione. Simone comprende la gravità del suo stato e, percependo la potente autorità spirituale di quegli uomini, supplica: "Pregate voi il Signore per me, affinché nulla di ciò che avete detto mi accada". Quanti di noi sono disposti ad ammettere i propri sbagli con la stessa prontezza? Riconoscere la propria amarezza e chiedere aiuto in preghiera è il primo passo verso la liberazione.
Se oggi avvertiamo nel nostro cuore quel fiele di amarezza, se sentiamo freddezza, ribellione o il peso di vecchie catene, non dobbiamo nasconderci. Dobbiamo avere la stessa onestà di Simone. Lo Spirito del Signore ci chiama a rivolgerci a Gesù, perché è Lui che ha il potere di rimettere i peccati. Andiamo a Lui e diciamogli: "Signore, guariscimi. Togli questa amarezza che mi logora. Perdonami se il mio cuore non è stato retto. Risolvi quelle questioni irrisolte che mi portano a sbagliare". Quando ci presentiamo a Gesù con cuore rotto, Egli ci perdona e scioglie ogni vincolo di iniquità.
La storia di Samaria ci insegna anche un'altra fondamentale verità: i miracoli fisici e la guarigione portano grande gioia, ma la vera pienezza, la gioia perfetta e immensa, arriva quando il credente riceve il battesimo nello Spirito Santo. A Samaria c'era stata festa per le guarigioni, ma la vera trasformazione, quella che fa esultare i cieli, è scesa quando i credenti sono stati riempiti dallo Spirito. L'unica cosa che conta davvero nella vita di un discepolo, al di là dei miracoli e della gioia iniziale della conversione, è ricevere questa nuova e fresca unzione direttamente dalle mani del Salvatore.
Gesù Cristo è stato unto da Dio in modo speciale, senza misura, traboccante, per diventare Colui che battezza nello Spirito Santo. Lo Spirito è come una grande piscina limpida; Gesù ci afferra e ci immerge totalmente in quell'acqua vivificante. In quel battesimo non riceviamo solo forza e consolazione, ma veniamo fusi insieme agli altri credenti per diventare un solo corpo, un solo popolo, una sola famiglia divina. Solo immersi in quello Spirito possiamo godere di una comunione autentica, dolce e meravigliosa, sia con il Padre e con il Figlio, sia con i nostri fratelli e sorelle.
Invochiamo dunque il Signore Gesù con fiducia. Chiediamogli di scacciare ogni ombra di amarezza, di sanare le ferite che ci portiamo dietro dal mondo e di versare su di noi la potenza rinnovatrice del Suo Spirito. Egli è pronto a donarci lo Spirito Santo senza limiti, affinché possiamo camminare nella verità, nella vera gioia e nella libertà gloriosa dei figli di Dio.
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Pagina pubblicata il 08/02/2017 15:19:43 - revisione n° 2 del 08/02/2017 15:33:26






